Il Gozzo

Il Gozzo

da | Gen 28, 2014

Il Gozzo. Quando si parla di gozzo si pensa alla tiroide, ma non è sempre così perché:

Gozzo è anche un tipo di barca da pesca

Gozzo è anche una struttura anatomica che serve da serbatoio di cibo prima della digestione, è presente in alcuni animali quali uccelli, insetti, gallinacei, da qui deriva il verbo ingozzare o ingozzarsi.

Gozzo è anche la denominazione antica dell’isola di Gozo

Tuttavia noi parliamo di tiroide.

Si definisce gozzo tiroideo qualsiasi aumento di volume e di dimensione della ghiandola, sia che si presenti in forma nodulare, plurinodulare o diffusa, come nelle foto allegate.

Prima di parlare della patologia è opportuno fare alcune precisazioni di carattere anatomo-funzionale.

La tiroide è una ghiandola a secrezione endocrina, a differenza delle ghiandole esocrine che riversano le loro secrezioni all’esterno attraverso condotti: come le ghiandole salivari, le ghiandole sudoripare ed altre, la tiroide riversa il proprio prodotto direttamente nel sangue.

Ha un peso di 30-40 grammi ed è situata nel collo subito sotto il pomo di Adamo.

La sua funzione è quella di regolare il metabolismo corporeo attraverso i suoi ormoni che sono la “tetraiodotironina: T4 e la triiodotironina: T3” e la cui escrezione è regolata dall’ipofisi attraverso l’ormone tireostimolante: TSH.

Tutto ciò avviene attraverso un meccanismo di autoregolazione: l’ipofisi secerne l’ormone TSH il quale va a stimolare la tiroide alla messa in circolo di T3 e T4 che, quando hanno raggiunto i valori ottimali per quell’organismo, in quel momento, vanno a bloccare l’escrezione di TSH: un vero e proprio meccanismo di feedback.

Vediamo ora come si formano gli ormoni tiroidei.

All’interno dei follicoli ghiandolari vi è una proteina: la Tireoglobulina che coniugandosi con lo iodio diventerà T3 se ha tre atomi di iodio, T4 se di atomi ne ha quattro.

Senza iodio non c’è sintesi quindi non c’è produzione di ormone; venendo a mancare il feed-beack l’ipofisi libera il TSH che non è più inibito. Questa continua tireostimolazione si traduce in un progressivo aumento di volume della tiroide che porterà al gozzo.

E’ opportuno ricordare che esistono alimenti che possono interferire con la sintesi dello iodio ed hanno effetto gozzigeno solo se assunti in grande quantità

Sono un esempio i vari tipi di cavoli compresi i broccoletti, la mostarda, i ravanelli e rafano appartenente alla famiglia della crucifere, che contengono i tiocianati e gli isotiocianati che ostacolano: i primi il passaggio dello iodio dal sangue alla tiroide mentre i secondi ostacolano l’ossidazione dello iodio e il legame alle proteine.

E la soia?

Ha una azione depressiva sulla tiroide; i giapponesi ne mangiano in gran quantità, ma ne controbilanciano l’effetto depressivo assumendo pesce ed alghe, alimenti ricchi di iodio.

Dopo questa divagazione riprendiamo il nostro percorso.

Esistono zone gozzigene per carenza di iodio come le valli cuneesi, alcune zone delle Alpi Occidentali, le Valli del bergamasco dove il Gioppino, maschera tipica di Bergamo, ne è la testimonianza.

Tuttavia oggi con la bonifica delle acque e la messa in commercio di sali iodati questa patologia è quasi del tutto scomparsa: laddove il gozzo era endemico ora ci sono solo sporadiche segnalazioni.

Il gozzo è per lo più l’espressione dell’ipotiroidismo che si manifesta con scarso sviluppo psichico e fisico al punto che il gozzuto veniva definito “cretino” ed il fenomeno “cretinismo”.

“Vieni avanti cretino” diceva Carlo Campanini a Walter Chiari nella parodia dei fratelli De Rege, ma quel cretino non era gozzuto, era cretino nell’accezione più comune del termine, e basta.

Anche il cretinismo parlamentare che io credevo fosse riferito alle caratteristiche del nostro ceto politico, non ha niente a che vedere con la patologia tiroidea.

Si tratta di una terminologia introdotta nell’800 da Marx e da Engels per definire l’ottusità di quel parlamento che non vede al di là di quello che sta discutendo in quel momento, ignorando gli eventi importanti del mondo esterno.

Perché il gozzuto ipotiroideo viene definito cretino?

La parola deriva dal francese: chretién cioè buon cristiano.

I chretiéns erano identificati con coloro che avevano un ritardo fisico e mentale conseguente all’ipotiroidismo, dei bonaccioni, semplici ed ingenui quasi assorti nella contemplazione delle cose celesti, in una parola dei poveri cristi .

Nelle Prealpi lombarde ancora oggi la parola cristian significa: povero di spirito.

Ai giorni nostri il gozzo è ancora presente, soprattutto nel sesso femminile, ma l’ipotiroidismo, che spesso ne è l’espressione clinica, viene controllato con la somministrazione per bocca di ormoni tiroidei e più precisamente il T4, la tiroxina.

Nel suo aumento volumetrico la tiroide oltre a manifestarsi come una vistosa tumefazione del collo può determinare compressione sugli organi viciniori ed in particolare sulla trachea producendo malacìa cioè rammollimento e riduzioni di calibro con conseguenti difficoltà respiratorie.

Qual è l’opzione terapeutica del gozzo? L’exeresi chirurgica eseguita al momento giusto.

Dà ottimi risultati estetici e funzionali e le complicanze quali: le lesioni dei nervi ricorrenti con conseguente disfonia cioè con la paralisi di una o di entrambe le corde vocali e la rimozione o l’ischemia delle paratiroidi con conseguente alterazione del metabolismo calcico, sono ridotte al minimo .

La chirurgia è una terapia e come tale ha una sua collocazione nel novero di tutte le terapie.

Considerare la chirurgia come l’ultima spiaggia significa esporsi al rischio di complicanze gravi perché l’intervento diventa molto complesso, difficile ed indaginoso.

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